Archivi per la categoria ‘Le FAQ (leggi “fuck”) dell’IT manager – by Bertoldo’

Il Piccolo Principe nel pianeta dell’IT Manager

sabato, 5 marzo 2011

L’ottavo pianeta era il più strano di tutti.

Era abitato da un solo uomo, ma tutto lo spazio era occupato da strane macchine dalle quali usciva una moltitudine di cavi tra loro connessi, a formare un groviglio indecifrabile.

Ad attirare l’attenzione del Piccolo Principe erano però le lucine verdi e rosse che si illuminavano intermittenti e proiettavano riflessi cangianti sul volto dell’uomo solo.

“Buongiorno” disse il Piccolo Principe “a cosa servono quelle luci?”. Ma l’uomo solo non alzò neppure la testa, né tantomeno rispose.

Il Piccolo Principe, che non rinunciava mai ad una domanda una volta  che l’aveva posta, tornò a chiedere: “a cosa servono quelle luci? Cosa significano quelle verdi? E quelle rosse?”.

L’uomo solo guardò l’esile figura dai capelli color del sole e distrattamente rispose: “servono a monitorare lo stato del sistema”.

“Ma cosa rende questo sistema così importante da dover essere costantemente controllato?” incalzò il Piccolo Principe, non soddisfatto della risposta. “Non deve mai fermarsi” fu la risposta dell’uomo solo.

“ E cosa succede se il sistema si ferma?”. L’uomo solo era esasperato da tutto quel domandare, che lo distoglieva dal suo compito e provò a liquidare la questione: “succede un disastro immane. Non so di preciso che tipo di disastro, ma sicuramente immane: per questo non posso neppure dormire. Sono indispensabile io”.

Gli adulti sono ben strani, pensò il Piccolo Principe, e disse: “Anch’io annaffiavo sempre la mia rosa e controllavo che nulla o nessuno potesse farle del male. Avevo anche tre vulcani da tenere puliti; uno era inattivo ma lo pulivo lo stesso, perché non si sa mai. Però di notte ho sempre dormito ”.

Il Piccolo Principe se ne andò perplesso e un po’ più triste di come era arrivato.

Bertoldo

L’it manager e “La vecia”

sabato, 19 febbraio 2011

Pieni di carte e con in mano “La Vecia”: gli IT Manager devono essere fortunati in amore…

C’è un gioco con le carte che noi veneti chiamiamo “La Vecia”. Ho saputo di una versione chiamata “La Peppa”; regole diverse ma il principio è lo stesso: se ti capita tra le mani questa carta, il fante di spade nel primo caso, la priorità assoluta diventa liberarsene al più presto. Perché non c’è storia: con la Vecia o la Peppa sei morto e non potrai mai vincere la partita.

E in azienda? Vale la stessa regola. “La Peppa cade dall’alto” e scende nella scala gerarchica finchè arriva da chi non la può più sbolognare a nessuno. E secondo voi Murphy non aveva già elaborato questa scomoda verità, traducendola addirittura in un Postulato, ovvero in un principio che per definizione non abbisogna di dimostrazione??

Eccovi in tutta la sua luminescenza il Postulato di Pollard (che potremmo anche rinominare “Assioma del management”):

Capacità direttiva significa saper rifilare in fretta il tuo lavoro a qualcun altro.

Ovviamente, parlando degli IT Manager il postulato va inteso nella sua forma passiva e intransitiva.

Bertoldo

Quando piove sul bagnato: legge di Leahy e legge della superiorità

mercoledì, 2 febbraio 2011

Son contadino cocciuto: so che a forza di zappare le pietre qualcosa crescerà. Poi si vedrà se saran cavoli o rape.

Mi sento in sintonia cosmica con Murphy per cui vi propino altre due leggi universali, rilette in chiave sistemistica:

Legge di Leahy

“Se una cosa viene sbagliata abbastanza a lungo, diventa giusta”

E tu, IT Manager Modello, appena ti accorgi che qualcosa non è perfetto (ovviamente prima che chiunque altro solo lo sospetti) fai notte davanti al computer nel tinello di casa per trovare una soluzione. Magari la trovi anche, ma purtroppo crea una serie di conflitti imprevedibili che ti si scaraventano addosso come una slavina.  “Sono sempre i migliori che se ne vanno”.

Questa, Signori del Silenzio,  è grandiosa:

Legge della superiorità

“Il primo esempio di un principio superiore è sempre inferiore all’esempio più avanzato di un principio inferiore.”

Ecco perché i programmatori in RPG mangiano ancora l’erba in testa a noi “manager delle nuove tecnologie”.

Grazie Murphy, nobile profeta della sfiga.

Bertoldo

Le Leggi di Murphy dell’IT Manager

martedì, 11 gennaio 2011

Mi sono comprato un’agenda. Un’agenda di carta, sì, e allora?
Ce l’ho qui lo smartphone. Tranquilli, non mi sono convertito all’analogico… ma in libreria [li-bre-rì-a  - s.f. –  negozio di libri] mi sono imbattuto nell’Agenda di Murphy 2011© e non sono resistito. Sapete perché? Costava poco e sembrava scritta pensando a noi IT manager!

Insomma, sapete com’è…  Si entra in libreria, si prende in mano un libro ispirandosi al titolo o (i più evoluti) ai colori delle figure, si legge la quarta di copertina per capire di cosa si tratta e si sfogliano alcune pagine leggiucchiando qua e là. I più spudorati ne leggono metà e poi decidono che ne hanno abbastanza e rimettono il libro nello scaffale [scaf-fà-le - s.m. - Mobile composto da più ripiani orizzontali sui quali si dispongono in ordine gli oggetti, soprattutto libri] sotto lo sguardo schifato del commesso.

Io sono stato spudorato ma poi il libro l’ho pure comprato e ho anche deciso di condividerlo in parte con voi.


Con le domande-bomba va così così. L’elenco dei buoni motivi per restare IT Manager è monco sul nascere. Vuoi vedere che con Murphy funziona?? Ovviamente, altimenti non sarei Bertoldo, posterò dei brevi e innocenti commenti agli enunciati delle mitiche Leggi.

Onestà impone di iniziare con l’archetipo: la Legge di Murphy:

“Se qualcosa può andare male, lo farà”.

Troppo facile applicarla di peso al funzionamento dei Sistemi Informativi: è come sparare sulla Croce Rossa!
E allora passiamo con passo celere alla Postilla di Finto alla Legge di Murphy:


“L’unica volta che una cosa che poteva andar male va bene succede quando nessuno sta guardando”


E’ andata bene? I server hanno tenuto? L’attacco dei virus è stato sventato? Il Bug è stato individuato per tempo? Pirla, non se n’è accorto nessuno!!
E vediamo se riesco a stanarvi, fottuti vietcong.
Bertoldo

Advocata nostra

domenica, 19 dicembre 2010

Ma bene! Difesi da una Perry Mason seguace di don Chisciotte della Manca. Signorina Carlo: è evidente che solo in quanto “altro” rispetto agli IT manager riesce a vedere le cose senza gli occhiali marca “Nero-sfiga” di cui siamo i testimonial gratuiti. Vediamo se la sua minaccia di aggiungersi alla schiera delle donne che non ci cagano neppure di striscio servirà ad agitare le acque stagnanti della nostra autostima.

Facciamoci un regalo di Natale: un elenco stile “Saviano-Fazio” con tanti buoni motivi per essere e restare un IT Manager.

Comincio io:

-          Resto un IT Manager perché anche Berlusconi ha detto che “inglese e computer” demarcano il confine con l’analfabetismo nel terzo millennio (l’inglese? Nessuno è perfetto…).

-          Resto un IT Manager perché, ce lo riconoscano o no, se si bloccano i sistemi informativi nessuno è più capace di fare un cazzo in azienda.

-          Resto un IT Manager perché la gestione dell’informazione è il vero potere occulto, di cui noi siamo i sacerdoti laici.

-          …

Continuate voi (che a me viene da ridere).

L’it Manager ed il colloquio di Natale

domenica, 12 dicembre 2010

Si avvicina il Natale e con esso la resa dei conti di fine anno.

L’AD ha convocato quattro responsabili di settore – tra qui io -  naturalmente  in momenti rigorosamente separati. Io per ultimo.

Mi preparo diligentemente al colloquio con una relazione sullo stato dell’arte delle attività ITC e il budget degli investimenti per il 2011.  Arrivo puntuale, eccitato come un’educanda dell’ottocento all’udienza annuale con il Direttore del Collegio: finalmente potremo parlare di quel progetto strategico e dei cronici problemi della struttura IT e…. Fatica sprecata . Durata colloquio? Tre minuti.

Siete curiosi di sapere cos’è avvenuto?

(per capire cosa ha detto agli altri colleghi ho dovuto fare un certosino lavoro di intelligence,  pagare sette caffè e promettere una cena ad una algida e poco avvenente segretaria di direzione).

Semplice: agli altri un po’ di complimenti, un incoraggiamento a proseguire nella strada intrapresa; in un caso ha addirittura elargito emolumenti. A me ha richiesto la reperibilità per le festività….

Domande di rito:

18. Perchè tutti danno del tu all’It manager e nessuno osa farlo con il direttore amministrativo?

19.  Perchè il direttore del personale bussa sempre prima di entrare nell’ufficio del direttore amministrativo ed usa il tuo ufficio come ripostiglio dei CV del 1986?

20. Perchè l’AD si ricorda dell’IT manager solo quando deve scegliere quale playstation regalare al figlio per natale?

Nietszche afferma che tutti i geni presentano delle forze ancestrali, e anche che il genio rappresenta sempre un atavismo che sfida tanto i limiti geografici quanto quelli storici.

é forse per questo che quanto torno dal lavoro mia moglie mi annusa? … “sai un odore strano” dice puntualmente ogni sera “un pò d’incenso, un pò di muffa”.

La fine è il principio; il principio è la fine.



L’it manager e le pari opportunità: la tutela si addice alla parte debole

venerdì, 3 dicembre 2010

Dal 2004 in politica nel 2008 già ministro …


Che c’azzecca “La fattoria degli animali” di George Orwell con il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ?

Potremo scoprirlo rispondendo all’ennesima domanda chirurgica:

17. Perché “tutti i manager sono uguali, ma gli IT manager sono meno uguali degli altri?”


Se volete, divertiamoci un po’ dichiarando sotto falso nome chi sono i maiali, quelli “più uguali degli altri, nelle nostre “fattorie”…

Sento già l’odore del sangue che scorre…..

L’it manager ruolo chiave per la competività?

lunedì, 22 novembre 2010

La metafora della pioggia prima che cada deve avervi fatto andare in Loop il cervello. Neanche darvi (leggi: darci) dei ……li è servito granchè… Nessuno che almeno dica “viva la ….” coi rutti.

Ma qui ci vuole un Piano Marshall; si dovrà invocare l’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati!

Pure i cafoni nella Fontamara di Ignazio Silone –in un momento di consapevolezza- hanno provato a chiedersi “Che fare?”, pur sapendo che alla domanda nessuno avrebbe dato risposta.

Allora ve le catapulto io un paio di domandine al peperoncino:

  1. Perché molti IT Manager rispondono ancora al Direttore Amministrativo?
  2. Perché tutti gli AD dichiarano pubblicamente che l’informatica è la chiave per la competitività nel futuro e l’IT Manager non partecipa mai alle riunioni strategiche?

L’it manager e la cecità precoce

sabato, 13 novembre 2010

La deriva filosofica degli ultimi due Post ha alzato di una minchia il livello della riflessione… e vi ho persi tutti.

D’accordo. Torniamo allora agli argomenti che più ci stanno a cuore.

Durante il week-end ho letto alcuni articoli di psicologia d’impresa (materia di cui mi diletto e che mi procura carta ruvida per il cesso)… e ho avuto delle piacevoli sorprese!

  1. Perché nelle statistiche degli psicologi gli IT Manager sono al primo posto nella pratica dell’autoerotismo?
  2. Perché molti IT Manager soffrono di disturbi alla vista?

Bertoldo

“Esse est percipi”. Vale anche per la pioggia prima che cada

mercoledì, 3 novembre 2010

Io sono un contadino e pure grezzo. So le cose, le so usare ma non le so spiegare.

Allora prendo in prestito le parole degli altri.

Berkeley è uno di quei filosofi noiosi che si studiano per forza; uno vero strazio che i liceali a par mio si meritano in pieno. Però, se non altro per necessità statistica, in mezzo a tante stronzate quest’uomo ha partorito anche alcune brillanti intuizioni: una di queste è che una cosa esiste solo e nella misura in cui viene percepita. Se non ti vedo o non ti penso o non mi accorgo in qualche modo di te, allora tu non esisti.

Non cogliete una sorprendente affinità con la nostra situazione? Le parole di Franco non denunciano forse l’invisibilità del nostro operare agli occhi di chi conta in azienda? E sapete che vi dico: la colpa è solo nostra! Se il prodotto è buono ma nessuno lo compra, significa che il suo valore non viene percepito: è un problema di marketing, direbbe uno di quegli acuti e pagatissimi consulenti bocconiani che sono al top delle nostre classifiche di antipatia. Stronzetti che però hanno maledettamente ragione, cari i miei abitanti del sottosuolo.

Io provoco, questo solo riesco a fare alla mia veneranda età. Ma il mio desiderio non è quello di suscitare autocommiserazione: mi piacerebbe che 10, 100, 1000 IT manager si potessero ritrovare sul terreno fertile della loro insoddisfazione, concimato dalle cagate che sparo ad intermittenza, per cominciare a condividere esperienze e pensare a strategie di visibilità. Saremo quello che riusciremo a far percepire di noi.

La pioggia, prima che cada, non è il nulla. E’ pura possibilità e potenzialità di diventare acqua, che cade dal cielo e inonda la terra. Qualcuno forse ha potuto ignorare la spaventosa forza della pioggia in questi giorni?

Armiamoci e partite.

Bertoldo