l Cigno Nero di cui parla Taleb nel suo celebre saggio è il simbolo dell’Altamente Improbabile, che in quanto tale tende ad inculare le nostre capacità di previsione quantitativa.
Sempre secondo l’autorevole studioso, l’incrocio delle due sfighe denominate “alta improbabilità” ed “elevato impatto negativo” genera il Quarto Quadrante, ovvero l’inquietante Dominio del Selvaggiamente Incerto, dove le armi della statistica falliscono miseramente.
E secondo voi, dove una o più sfighe si incontrano, può mancare l’IT Manager? Il CdA e i manager di tutte le funzioni si rivolgono a noi -custodi dei dati e delle segrete relazioni tra essi- per ottenere la previsione dell’imprevedibile. Vallo a spiegare all’AD che ormai le nostre imprese navigano stabili nel Quarto Quadrante e che di Cigni Neri se ne incrociano uno al giorno: sono ancora convinti che basti analizzare le serie storiche ed inserire piccoli algoritmi correttivi per ottenere la risposta giusta. Come nelle vignette umoristiche della Settimana Enigmistica dove uno scienziato in camice bianco interrogava l’enorme computer, pieno di nastri magnetici rotanti, e otteneva la risposta da una striscia di carta che usciva dall’apposita fessura. Questi pensano ancora che “basti schiacciare un bottone”. E cosa ci vuole?!
Il problema è che ultimamente la sfiga sembra aver acquisito i superpoteri e riesce a far accadere eventi con probabilità così vicine allo zero da essere considerati “praticamente impossibili”. Come un guasto ad un reattore nucleare, concomitante ad un terremoto magnitudo 10 scala Richter e ad uno Tsunami di 20 metri. Forse è il caso davvero di finirla con l’analisi delle serie storiche e adottare principi probabilistici più sofisticati. Ad esempio il lancio dei dadi.
Bertoldo



