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L’IT MANAGER e LE DIMENSIONI DEL TEMPO

martedì, 26 aprile 2011

Gli antichi filosofi l’avevano capito: l’assoluto del tempo è il presente.
Il passato non c’è più: perché ti tormenti? Il futuro non c’è ancora: perché ti preoccupi?
L’unica dimensione del tempo sulla quale possiamo esercitare una qualche forma di potere è il momento presente.
Ma noi IT manager viviamo sfasati. O ci ostiniamo ad applicare i paradigmi del passato coltivando l’illusione di percorrere vie sicure, che in cuor nostro sappiamo ormai inefficaci. O ci proiettiamo nei futuri probabili alla ricerca di certezze improbabili.
Noi consistiamo nel presente. Il momento migliore per fare qualunque qualcosa è ADESSO: più ci arrovelliamo a capire cosa succederà domani, più perdiamo l’opportunità di creare un domani diverso.
Ma cosa significa vivere il presente, per noi che lavoriamo in un settore dove il presente sfugge e si conta al ritmo dei bites per secondo? La nostra clessidra ha il foro largo. La sabbia ci scorre tra le mani inesorabile e noi dobbiamo agire, decidere. Presto. In fretta. E bene.
Voi mi direte, presi nel vortice dell’ansia cronica:
“Ma come [c…] si fa? Lo sai tu, Bertoldo, come [c…] si fa?”
E io vi rispondo:
“L’utilità del vaso sta in quello che non c’è”.
Voi mi direte:
“ E che [c…] vuol dire?”
E io vi dirò:
“Non lo so. Però è vero. E’ vero come tutte le cose semplici. E’ utile come tutte le cose vuote”.
Lasciatevelo dire da un vecchio disilluso, ormai immune ad ogni chimera: semplificare, eliminare, svuotare. Questa è la via. Oggi, questa mattina, è il tempo opportuno per farlo.

Il Piccolo Principe nel pianeta dell’IT Manager

sabato, 5 marzo 2011

L’ottavo pianeta era il più strano di tutti.

Era abitato da un solo uomo, ma tutto lo spazio era occupato da strane macchine dalle quali usciva una moltitudine di cavi tra loro connessi, a formare un groviglio indecifrabile.

Ad attirare l’attenzione del Piccolo Principe erano però le lucine verdi e rosse che si illuminavano intermittenti e proiettavano riflessi cangianti sul volto dell’uomo solo.

“Buongiorno” disse il Piccolo Principe “a cosa servono quelle luci?”. Ma l’uomo solo non alzò neppure la testa, né tantomeno rispose.

Il Piccolo Principe, che non rinunciava mai ad una domanda una volta  che l’aveva posta, tornò a chiedere: “a cosa servono quelle luci? Cosa significano quelle verdi? E quelle rosse?”.

L’uomo solo guardò l’esile figura dai capelli color del sole e distrattamente rispose: “servono a monitorare lo stato del sistema”.

“Ma cosa rende questo sistema così importante da dover essere costantemente controllato?” incalzò il Piccolo Principe, non soddisfatto della risposta. “Non deve mai fermarsi” fu la risposta dell’uomo solo.

“ E cosa succede se il sistema si ferma?”. L’uomo solo era esasperato da tutto quel domandare, che lo distoglieva dal suo compito e provò a liquidare la questione: “succede un disastro immane. Non so di preciso che tipo di disastro, ma sicuramente immane: per questo non posso neppure dormire. Sono indispensabile io”.

Gli adulti sono ben strani, pensò il Piccolo Principe, e disse: “Anch’io annaffiavo sempre la mia rosa e controllavo che nulla o nessuno potesse farle del male. Avevo anche tre vulcani da tenere puliti; uno era inattivo ma lo pulivo lo stesso, perché non si sa mai. Però di notte ho sempre dormito ”.

Il Piccolo Principe se ne andò perplesso e un po’ più triste di come era arrivato.

Bertoldo

L’It Manager è come la piogga prima che cada

lunedì, 1 novembre 2010

L’it manager soddisfatto “è un’invenzione, un sogno, una cosa impossibile: come la pioggia prima che cada.”

Vi piace la citazione?  Chi indovina il libro da cui è tratta vince una serata con una interprete 17enne.

Non preoccupatevi se non riuscirete a concludere niente, questo per noi è normale. Volete un consiglio? invece di perdere tempo in sterili  approcci chiedetele  di tradurre la relazione che avete realizzato per L’AD. Chissà che almeno una volta nella vita LUI capisca cosa volevate dire.

Cambiamo registro.

Quanti di voi in questi giorni di storiche precipitazioni invece di pensare ai disastri ambientali hanno pensato alla propria sala macchine? Quanti hanno avuto la tentazione di prendere l’automobile ed andare a vedere? Quanti invece hanno pensato “fottiti”?.

Si miei cari,  noi IT manager non riusciamo a conciliare le ns contraddittorie sensazioni: -  La rabbia per le frustazioni legate al ruolo e il  senso di responsabilità -. Questo sentimento – questo pensiero – è presente in tutti noi con estrema chiarezza. La consapevolezza che a volte è possibile – se non necessario – coltivare idee contraddittorie; accettare la verità di due cose che si contraddicono a vicenda. Stiamo solo iniziando a capirlo: a riconoscere che questa è una delle condizioni fondamentali della nostra esistenza

11. Perchè ogni IT Manager prima o poi si chiede “ma che cazzo faccio io nella vita?”


(dentro a questo post c’è un’altra citazione non virgolettata, indovinate quale ).

Lets go behind enemy lines!!

Eppur si muove

mercoledì, 22 settembre 2010

“Eppur si muove”! Lo diceva Galileo. Anche la mia ex moglie, a dire il vero…

Ma io mi riferisco ai primi commenti che stanno arrivando sul Blog.

Evviva! La coltre di rassegnazione si sta sollevando…

Oh, a proposito: ho visto che anche voi –come me- non mettete il vostro vero nome. Fate bene: vi autorizzo a firmarvi con lo stesso NickName  che usate sempre  per scaricare i video dai siti porno!

Va benissimo così: purchè ci sia vita e il sangue scorra!

E della serie L’it Manager e la sindrome gerarchica,  domanda n. 5

5.  Perché nessun IT Manager siede mai nel CDA della sua azienda (se non per sistemare il proiettore)?


L’it Manager e le donne: due rette parallele

domenica, 19 settembre 2010

Rieccomi a voi, puntuale come un bug ad ogni nuovo rilascio sw.

Volevo iniziare a sparare i primi colpi veri ed entrare nel vivo    – carriera,  frustazioni professionali – poi ho guardato il blog ed ho visto feste di non compleanno, ironia, ammiccamenti …. ed ho avuto paura di risultare pedante. Cosa ci mettiamo vicino? La prima domanda sulle rette parallele.

3. Perchè quando, durante una festa, dici ad una donna che fai l’IT Manager non ti caga più per tutta la sera?

p.s. ma, CAZZO,  voi di miriade, ogni tanto,  lavorate?

Bertoldo

Prima che si cancelli il ricordo del caldo torrido

venerdì, 10 settembre 2010

Prima che si cancelli il ricordo del caldo torrido, DUE domandine di riscaldamento, che ho annotato l’ultimo mese prima delle ferie …

  1. Perchè quando tutti gli altri sono in ferie l’IT Manager è prigioniero del suo ufficio, sotto terra e senza finestre?
  2. Perché a luglio la temperatura della sala server è perfetta, mentre nel mio ufficio l’umidità è al 99% e il condizionatore non funziona?

La tassonomia del microcosmo esistenziale degli ITManager

domenica, 5 settembre 2010

Sono tornato dalle ferie. Pensavo che i miei pensieri caustici si sarebbero disciolti sotto il sole o nell’acqua salata e invece sono qui, sempre più convinto che sia arrivata l’ora di scatenare il fuoco di fila delle mie esternazioni.

Ci ho pensato a dovere e ho lavorato di fino. Mi è perfino riuscito di raggruppare le domande in cinque tematiche che sembrano esplorare in modo sufficientemente completo il microcosmo esistenziale di noi IT Manager:

  • L’IT Manager e la questione gerarchica(sotto la stessa vacca, ma non sotto la stessa tetta)
  • L’IT Manager e le donne: due rette parallele (non si toccheranno mai)
  • L’IT Manager e la gestione (poca) delle risorse (scarse)
  • L’IT Manager e la carriera. Ovvero, la sindrome del gambero.
  • L’IT Manager e il tempo libero (di corsa verso il PC di casa)

E’ ora di iniziare, popolo degli informatici con le stellette sulla divisa e le maniglie dell’amore troppo pronunciate: l’appuntamento è per lunedì prossimo!

Bertoldo

Mentr’Egli visse, fu Bertoldo detto

sabato, 7 agosto 2010

Mi chiamo Bertoldo e faccio l’IT Manager. “Piuttosto che lavorare…”, direbbe l’uomo della strada.

Ho detto “faccio”, infatti, non “sono”. Sì perché io non posso permettermi il lusso di identificarmi col mio ruolo: sarebbe troppo frustrante e riduttivo.

Frustrazione. Ecco il sentimento che secondo me domina la categoria professionale di cui faccio parte. Una sorta di sindrome da “fratello sfigato” che noi IT Manager finiamo per cucirci addosso, nel confronto con gli altri manager e con la Direzione.

Ma quello che “rumega” dentro finisce per corrodere e far marcire anche l’organismo più sano. E allora c’è un’unica soluzione efficace. LO SFOGO!  …  e magari un pò d’ironia

Questo –ne più ne meno- è il motivo che mi ha spinto a chiedere ospitalità a Miriade per il mio BLOG. Lo penso come un bersaglio in cui ogni giorno infilerò la freccia appuntita di una domanda esplicita e brutale. La domanda è rivolta innanzitutto a me, e di conseguenza a tutti quelli che si sentiranno da quella stessa domanda descritti, provocati, e –perché no- offesi.

L’obiettivo è TOGLIERE IL VELO, fatto di termini inglesi e gergo ermetico, e dichiarare la verità: IN AZIENDA NON CONTIAMO UN CAZZO.

La mia speranza è quella di scatenare ogni giorno l’inferno e di essere oggetto di mille critiche.

Mi piace l’odore del Napalm, al mattino….

Bertoldo

Mentr’ egli visse, fu Bertoldo detto,
Fu grato al Re, morì con aspri duoli
Per non poter mangiar rape e fagiuoli.

Le FAQ dell’IT Manager by Bertoldo

venerdì, 6 agosto 2010

L’ IT Manager di una importante azienda veneta, che ha scelto di celarsi sotto lo pseudonimo di Bertoldo (il contadino grezzo ma dal cervello fino), pubblicherà giorno dopo giorno in questo BLOG le 100 peggiori domande che tormentano e fanno quotidianamente “rosicare” i suoi colleghi, ma che nessuno ha il coraggio di fare ad alta voce.

Miriade ha deciso di dare ospitalità a questa “Riserva Indiana”, dove tutti gli IT Manager d’Italia potranno trovare rifugio e occasione di sfogo postando commenti senza censure.

Bertoldo partirà subito con l’introduzione e dopo l’estate con le sue scottanti domande.

Maurizio